Maioli: "Scalo ferroviario e piattaforma logistica"

Maioli: "Scalo ferroviario e piattaforma logistica"
22/02/2017 - DINAZZANO PO (RE) - Intervista al presidente Gino Maioli, con lui abbiamo parlato di interporto e infrastrutture ferroviarie.
Come si colloca Dinazzano Po nell'ambito della logistica centro settentrionali?

Precisiamo una cosa, Dinazzano Po non è un interporto è uno scalo ferroviario e piattaforma logistica, posto nel cuore del bacino delle ceramiche, quindi nulla a che vedere con realtà come l'Interporto di Bologna, Parma o Quadrante Europa a Verona. Nel 2016 nello scalo sono state movimentate circa 3.746.000 tonnellate di merce, ritengo che in base a questi numeri (in crescita da molti anni) e ai bacini di provenienza si possa considerare DP uno snodo primario in Italia per le nostre tipologie di merci. Oltre a Dinazzano come società gestiamo anche lo scalo di S. Giacomo a Guastalla da cui transitano circa 250.000 ton. di ferro per gli stabilimenti della zona.

Quali sono i suoi mercati di riferimento?
In particolare i collegamenti che fanno capo ai nostri scali provengono da Ravenna, dai porti liguri e toscani e dalla Germania. I mercati di riferimento oltre a quelli locali spaziano da Turchia e Ucraina, al nord ed est Europa oltre a tutti quelli collegati con i porti tirrenici.

Quanto ha investito negli ultimi anni e in quali ambiti?

La prospettiva e lo sviluppo dello scalo di Dinazzano è in forte crescita, dall'inaugurazione dell'ampliamento nel 2008 con un investimento di circa 6 milioni di euro, negli ultimi anni e dopo alcune trasformazioni societarie legate ai processi di aggregazione avvenuti nel settore delle aziende pubbliche, nel 2013 DP è tornata a essere una società autonoma e si è impegnata in particolare nel settore ferroviario.
Acquisendo nel 2014 il Certificato di Sicurezza e la licenza ferroviaria, quindi la priorità è stata l'evoluzione del proprio parco rotabile con l'acquisto di una locomotiva Diesel/elettrica EuroLight/stadler, il noleggio con riscatto di due locomotori da manovra CZLOCO 741 di 2 loco Vossloh G2000 diesel e il noleggio puro di una locomotiva elettrica Bombardier 483, di una loco Vossloh G1000 e di 1G2000.
A conti fatti stiamo parlando di circa 5 milioni di investimenti per acquisto di rotabili, più i costi per i noleggi. La strada del noleggio è legata in buona parte anche ai forti aspetti di variabilità nel mercato del trasporto ferroviario fino ad ora.
Inoltre, si è investito nell'acquisto di 220 casse mobili per il trasporto di inerti per circa 1,5 milioni di euro.

Cosa mette a disposizione per la clientela che chiede servizi di logistica (oltre ai mezzi ferroviari, piazzali, capannoni o altro...)?

In particolare direi la possibilità di sviluppare un trasporto inerti a ciclo chiuso e completo, chiuso perché è DP che fornisce direttamente al cliente le casse mobili (gli arancini) e li consegna direttamente allo stabilimento con l'ultimo tratto su camion.
È un aspetto questo a cui tengo molto, sia perché si efficenta il processo logistico e si riduce fortemente, anzi si azzera, la dispersione di polveri in fase di trasporto ferroviario. Inoltre: trasporto merci, compresa l’effettuazione dei treni pesati, superiori alle 1600 tonnellate (rif. Art. 60 PGOS); trasporto merci pericolose di cui al capitolo 2.1 del RID, con esclusione delle classi 1 e 7; trasporto rifiuti in 4C (raccolta e trasporto rifiuti speciali non pericolosi) e 5F (Raccolta e trasporto di rifiuti pericolosi).
Dinazzano Po effettua anche servizi di manovra rotabili, formazione treno e verifica tecnica presso i seguenti scali ferroviari: Dinazzano (RE), Guastalla (RE), Rubiera (RE), Reggio Emilia, Ferrara, Bondeno (FE), Ravenna, Modena.

Come sono i collegamenti con il porto di Ravenna?
Se il riferimento è ai nostri treni direi buoni, ma lo deve chiedere ai nostri clienti. Nel 2016 abbiamo effettuato 1830 treni sulla tratta RA/Dinazzano e mi sembra che i numeri siano dalla nostra. Se mi chiede della rete l'esperienza ci dice che si potrebbe migliorare, sia lungo le linee che nella tratta al servizio del porto. Le attuali limitazioni infrastrutturali legate al peso, lunghezza e velocità dei convogli si riflettono inevitabilmente sui costi di effettuazione del servizio e quindi sui clienti finali.

Quali merci movimenta?
Come Impresa Ferroviaria/manovre ad oggi in particolare inerti e ferro, mentre nei nostri scali operano operatori logistici molto importanti: DB Schenker Italiana SpA, Spinelli Srl, Messina SpA, Sogemar, Cargo Clay Logistica, GLT Logistica che movimentano in autonomia sia inerti che prodotti ceramici e container.

Con quali mezzi?
DP è uno scalo ferroviario quindi siamo in possesso di tutto il parco rotabile necessario alle manovre nello scalo e attraverso nostri fornitori dei mezzi per la movimentazione degli inerti. Dal punto di vista ferroviario disponiamo ad oggi tra proprietà e noleggio di una quindicina di loco da trazione diesel, 3 elettriche e una decina di mezzi da manovra di varia potenza distribuiti nei vari impianti presidiati.

Cosa si potrebbe fare per incrementare il traffico merci dal porto a Dinazzano?

Come accennavo prima, potenziare la capacità della rete ferroviaria. Vi sono tratte, non solo sulle linee in arrivo a Ravenna ma ad esempio nella cintura bolognese, da dove passano i treni merci, dove la velocità massima consentita è di 50km ora, questa limitazione che si aggiunge ad altre sulla tratta Castelbolognese Ravenna di fatto riduce la potenzialità di tutto il trasporto merci su ferro.
Oltre a questi aspetti che si stanno iniziando ad affrontare, credo che anche aumentare la propensione del nostro porto verso l'esportazione possa incrementare il traffico tra Ravenna e Dinazzano.
Già oggi attraverso gli operatori che prima elencavo da DP partono/transitano o arrivano merci per i porti tirrenici e per il mitico nord Europa. Credo che il problema sia la merce perché la rete di collegamento già esiste, lo scalo di Dinazzano tutti i giorni opera con treni e merce che provengono o vanno ad esempio in Germania attraverso vari scali italiani.

Con quali investimenti?

Prioritariamente con investimenti sulla rete ferroviaria. Le previsioni di RFI sono di buono auspicio, ai Ravennati il compito di portarle a compimento in tempi non storici, il clima mi sembra favorevole, finalmente sia da AdsP che dal Comune vi è coscienza della strategicità del tema. Se a questo si aggiunge l'impegno della Regione, direi che le prospettive sono positive. Su quali investimenti non spetta a DP dare le priorità, come impresa possiamo dire che da quando gestiamo la manovra in ATI con SERFER abbiamo fatto investimenti sia sul personale che sui mezzi e oggi il servizio di manovra a Ravenna è h24 e i numeri lo dimostrano, sono raddoppiati i treni dal 2013 in invarianza di infrastruttura.

La linea regionale è in grado di assorbire un aumento della movimentazione merci?
Riguardo allo scalo di DP la linea interessata è la Reggio/Sassuolo, non elettrificata e a binario unico, oggi la sua potenzialità di sviluppo è limitata ma possibile. A breve (agosto 2017) sarà effettuato l'ampliamento del modulo di stazione di Scandiano con una lunghezza superiore ai 600mt.
Questo aumenterà di molto la capacità di assorbimento del traffico da parte della rete ed entro il 2019 la Regione si è impegnata a elettrificare la linea. Se ragioniamo su Ravenna, la linea regionale che ci interessa è la Ferrara/Suzzara come alternativa al nodo bolognese per andare su Verona; purtroppo i lavori a Ferrara del tunnel sono ancora fermi e questo significa non accedere direttamente alla linea da Ferrara con aumento di costi di manovra.
Oltre a quanto detto, vi sono anche su quella tratta dei grossi limiti di velocità e di capacità di assorbimento elettrico quindi limiti al numero di treni in transito. Mi auguro che la volontà di trasferire a RFI le linee FER espressa dalla Regione, porti al superamento di questi limiti infrastrutturali.
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