Meli: “La forza di questo scalo deriva dalla sinergia tra pubblico e privati"

Meli: “La forza di questo scalo deriva dalla sinergia tra pubblico e privati"
10/01/2017 - RAVENNA - Il Contrammiraglio Giuseppe Meli lascerà a fine marzo l’incarico di comandante della Direzione marittima-Capitaneria di porto di Ravenna. Dopo poco più di tre anni di permanenza, andrà al comando del porto di Bari e sarà Direttore marittimo della Puglia e Basilicata Jonica.
Lo sostituirà il C.V (C.P.) Pietro Ruberto, già comandante del porto di Taranto, poi per un anno a Roma, presso il comando generale delle Capitanerie di porto.
Contrammiraglio Meli, qual è il bilancio degli anni trascorsi a Ravenna?

“Comandare la Direzione Marittima dell’Emilia Romagna e il porto di Ravenna è stata un’esperienza straordinaria e senza ombra di dubbio impegnativa per diversi motivi, tra i quali la grande affluenza turistica di diversi milioni di persone che affollano la riviera romagnola nel periodo estivo, il settore del diporto, gli aspetti connessi alla pesca e mitilicoltura e il traffico commerciale che scala il porto ravennate rendendolo di preminente interesse nazionale ed internazionale, centro nevralgico delle attività marittime e portuali dell’intera Regione”.

Pregi e difetti dello scalo ravennate, uno dei primi in Italia per movimentazione?
“Il porto di Ravenna presenta una caratteristica a dir poco singolare in quanto si tratta di un porto canale prevalentemente privato nel quale i terminalisti sono proprietari delle aree prospicienti le banchine, che sono loro assentite in concessione. Probabilmente questo è il miglior pregio in quanto l’imprenditore privato determina con il proprio agire il virtuosismo del porto, che non può che essere coordinato da un’azione sinergica della pubblica amministrazione. D’altro canto i limiti derivanti dalla morfologia stessa dello porto, possono essere superati esclusivamente con l’impegno di tutti i soggetti coinvolti nella gestione diretta ed indiretta dello scalo”.

Come si è rapportato con il sistema imprenditoriale locale?

“Il rapporto con il mondo imprenditoriale è stato sempre caratterizzato da un sereno dialogo, spesso connotato da un confronto diretto tanto su tematiche di ampio respiro, quanto nell’individuazione delle soluzioni alle problematiche di volta in volta affrontate”.
Lei ha sempre espresso giudizi favorevoli sui servizi tecnico-nautici di Ravenna. Conferma?
“I servizi tecnico nautici a Ravenna sono un’eccellenza e dimostrano quotidianamente la loro professionalità, operando in un porto decisamente complesso dal punto di vista nautico. Oltre alle capacità personali, è importante evidenziare i frequenti investimenti nell’ammodernamento delle unità navali impiegate per i servizi, che determinano delle flotte sempre in linea con i più alti standard di efficienza e performance”.

Cosa ricorda del tragico incidente della Gokbel?

“Un evento che ha fortemente segnato l’animo della portualità e della collettività ravennate. In quelle drammatiche ore si è avuto tangibile riscontro dell’unità, dello spirito di iniziativa e delle capacità di tutti coloro che, sotto il coordinamento della Sala Operativa della Capitaneria di Porto, non hanno esitato a prodigarsi per prestare soccorso agli sventurati marittimi in difficoltà. La stessa professionalità e la perfetta sinergia tra il Ministero dell’Ambiente, la Prefettura di Ravenna, la Capitaneria di Porto e l’Arpa hanno permesso di realizzare il recupero in tempi brevi del relitto della nave affondata, senza danni all’ambiente marino, all’economia circostante e senza costi per la collettività: il sistema Italia, una volta che riesce a coordinarsi e a mettere a fattor comune le conoscenze ottiene questo risultato”.

Un ricordo in positivo che non dimenticherà?
“I numerosi salvataggi e gli interventi di soccorso eseguiti dalle vedette della Guardia Costiera a favore di diportisti e naviglio mercantile in difficoltà. Nonché le partecipazioni della nostra vedetta d’altura CP 274 alla missione umanitaria volta al salvataggio dei migranti che attraversano in canale di Sicilia”.

Per sei mesi è stato anche commissario dell'Autorità portuale. Come definisce questa esperienza?

“Una bella esperienza, decisamente impegnativa, che richiede un approccio manageriale per confrontarti quotidianamente con questioni che hanno importanti risvolti economici. È un’attività che richiede tempo per risolvere criticità, spesso connesse a lungaggini burocratiche, e programmare obiettivi a medio e lungo termine. Ovviamente 8 mesi rappresentano un tempo estremamente limitato, nel quale comunque si è riusciti a dare corso ai progetti di sviluppo impostati”.

Se la portualità ravennate le chiedesse un paio di consigli per migliorare la sua competitività, cosa suggerirebbe?
“La portualità ravennate si attesta già ai primi posti in ambito nazionale, tuttavia l’approfondimento dei fondali e il parallelo ammodernamento delle banchine e dei relativi arredi sono sicuramente l’ago della bilancia per portare a livelli ancora più alti la competitività del porto. Questi obiettivi possono essere raggiunti esclusivamente con un rapporto sinergico di tutti gli attori coinvolti a vario titolo nella realtà portuale”.

« Torna all'elenco

Ultimi numeri

Grimaldi lines
CNA Imprese
Corship spa
Romagna Acque
Tramaco
Macport
Raffaele Turchi
Intercontinental
Simap
CNA Ravenna
Servizi tecnico-nautici
Confartigianato Ravenna
Columbia Transpost
Cassa di Risparmio di Ravenna
Compagnia Portuale Ravenna
cmc
Banca Popolare di Ravenna
Consar Ravenna
Sers
T&C
CSR
Avvisatore Marittimo
Le Navi - Seaways
Zanini
Exportcoop
Martini Vittorio
Spedizionieri internazionali Ravenna
Fiore
Agmar
TCR
Ciclat
Bambini Ravenna
Secomar
Coface