Nasce Dcs Tramaco: Martini cede il 51% a Del Corona&Scardigli

Nasce Dcs Tramaco: Martini cede il 51% a Del Corona&Scardigli
16/11/2016 - RAVENNA - Un network di uffici esteri, con propri magazzini di distribuzione, in paesi importanti per i traffici di ortofrutta come USA, Canada, Brasile, Cile, Spagna, India, Cina ed Australia, ci apre nuovi ed interessanti scenari.
La notizia si è rapidamente diffusa nei giorni scorsi. Il Gruppo Del Corona&Scardigli, storica impresa di spedizioni di Livorno, oggi fra le prime aziende italiane del settore, ha acquistato il 51% di Tramaco Srl, azienda di logistica ravennate leader a livello nazionale nel settore dei trasporti marittimi refrigerati.

Ne parliamo con l’amministratore delegato e fondatore di Tramaco, Riccardo Martini.
Come è nata questa operazione societaria?

“L’interessamento nei confronti della nostra azienda da parte del Gruppo Dcs, intenzionato a completare la gamma dei servizi offerti alla propria clientela, aggiungendo il settore reefer/deperibile, è avvenuto nel periodo giusto; da tempo riflettevo sulle prospettive future, alla luce dei profondi cambiamenti, se non rivoluzioni, che si stanno delineando nel mondo dello shipping.
Probabilmente alla fine del 2017, a parte piccole compagnie di valenza regionale, avremo 6/7 grandi gruppi armatoriali, frutto di quotidiane aggregazioni ed acquisizioni, che si divideranno le rotte mondiali nel trasporto container.
Da qui nasceva la domanda se, in un contesto simile, non fosse meglio essere maggiormente strutturati, con la possibilità di sfruttare nuove sinergie per ampliare i mercati ed incrementare i volumi, necessari per avere più forza negoziale. Dall’incontro di queste due esigenze nasce Dcs Tramaco”.

Quali sono gli obiettivi di Dcs Tramaco, operativa dal prossimo gennaio?
“Crescere senza snaturare quelle che sono state le nostre caratteristiche vincenti.
Sono orgoglioso di entrare a far parte di un Gruppo come Del Corona&Scardigli, con 150 anni di storia, oltre 500 dipendenti, 350 milioni di euro di fatturato, 260.000 teus annui movimentati fra Italia e filiali estere.
Diventare la divisione Reefer e Perishable del Gruppo è per noi motivo di grande soddisfazione e stimolo. Si parlava di sinergie. Poter contare su un network di uffici esteri, strutturati anche con propri magazzini di distribuzione, in paesi importanti per i traffici di ortofrutta come USA, Canada, Brasile, Cile, Spagna, India, Cina ed Australia, ci apre nuovi ed interessanti scenari.
Il management rimarrà invariato ed io manterrò l'attuale carica di amministratore delegato, credo ancora a lungo, perché questo lavoro mi affascina e mi diverte”.

Tramaco è una sua creatura. È stato difficile cederne una quota così importante?

“Lei ha ragione. Come mi disse un caro amico più esperto di me in cessioni aziendali, è più facile comprare che vendere. Nella vendita entrano in gioco molti fattori emozionali come l’attaccamento affettivo, i ricordi, l’autonomia gestionale, che influenzano inevitabilmente la trattativa. Però nel mondo del lavoro forse è giusto che alla fine prevalga la ragione sul cuore.
Ho creato Tramaco 25 anni fa. All’inizio eravamo solo io, Paolo Triossi e mio fratello Ruggero.
Pur essendo un'azienda giovane, ora è probabilmente la prima impresa di spedizioni del Porto di Ravenna per volume di affari.
Il futuro non ci ha mai spaventato, ma ho pensato che con le sole nostre forze sarebbe stato difficile continuare a crescere allo stesso ritmo e che quella che si stava prospettando fosse una occasione per garantire continuità e sviluppo alla nostra creatura”.

Quali sono stati gli elementi determinanti per il successo di Tramaco in questi 25 anni?
“Tanti. Un team di collaboratori eccezionali, che ha capito lo spirito necessario per dare ai clienti di un settore delicato come quello del fresco i servizi che servono, impegnandosi con abnegazione e rendendosi disponibili praticamente a qualsiasi ora di qualsiasi giorno della settimana; fornitori di servizi portuali altamente professionali e flessibili assieme ad uffici amministrativi locali sempre collaborativi, ma questa è da sempre la forza del Porto di Ravenna; compagnie di navigazione che hanno creduto nei nostri progetti e ci hanno sostenuto.
Voglio fare in questa occasione una menzione speciale per Francesca, Eleonora e Laura, cioè mia moglie e le mie figlie alle quali Tramaco ha tolto tantissimo del mio tempo e che hanno sempre sopportato con pazienza il mio stress, dandomi la serenità indispensabile ad andare avanti”.

Come si inquadra questa operazione nel contesto Ravennate?
Credo che questa operazione debba essere valutata positivamente dagli operatori del Porto di Ravenna.
Tante volte in passato ho sentito dire che uno dei freni alla crescita dei traffici, specialmente nel settore dei contenitori, fosse dovuto all’assenza di uffici dei Global Forwarders nel nostro Porto.
Il fatto che ora uno di questi investa in un’azienda fortemente radicata sul nostro territorio, è un importante riconoscimento a tutto il Sistema-Ravenna”.

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