Petrosino (Fondazione ITL): "L'Alto Adriatico corridoio verso l'Europa centro-orientale"

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30/07/2016 - BOLOGNA - Mario Petrosino, 46 anni, ravennate, già consigliere di amministrazione, attualmente responsabile comunale della CNA di Ravenna, è stato eletto presidente della Fondazione Istituto sui Trasporti e la Logistica.

Il nuovo presidente succede a Carlo Merli (dirigente del gruppo Maerks Line) e a Stefano Zunarelli (Università di Bologna) che si erano succeduti alla presidenza della Fondazione dall’anno della sua costituzione, nel 2004.

ITL è una Fondazione costituita da soci pubblici che ha come scopo quello di contribuire allo sviluppo e la promozione della logistica e dei sistemi di trasporto nella Regione Emilia Romagna attraverso attività di ricerca, consulenza e formazione.
I soci fondatori sono i Comuni e le Province di Bologna, Piacenza e Ravenna, tutte le Università della Regione Emilia Romagna e l’Autorità Portuale di Ravenna.

Petrosino, come vede il ruolo di ITL?

“La Fondazione ITL dovrà sempre di più essere di supporto ai soci in un momento storico molto particolare. Da un lato la nuova programmazione dei fondi europei per il prossimo settennio, dall’altro la sempre maggiore competitività nella ricerca di finanziamenti europei
vista la oramai cronica ristrettezza di risorse pubbliche locali.

Oggi i trasporti, la mobilità sostenibile, la logistica sono sempre più fattori determinanti per la competitività del territorio regionale. Mi auguro che tutti i soci sappiano utilizzare al meglio le competenze della Fondazione per implementare idee e progetti nel campo dei trasporti e della logistica ad alto contenuto innovativo.
Infine, ci tengo a sottolineare che la Fondazione non percepisce nessun contributo pubblico e opera in piena autonomia finanziaria".

Cosa serve al porto di Ravenna per essere veramente un punto di riferimento logistico del Paese?

“E’ ovvio che le infrastrutture sono in questo momento il primo elemento su cui lavorare. Ci sono le infrastrutture strettamente portuali: fondali prima di tutto, migliori connessione stradali e ferroviarie verso le direttrici nazionali, banchine. E ci sono le grandi reti di trasporto nazionale su cui invece le competenze si spostano a Bologna e Roma.
Non dimentichiamo che il nostro porto è inserito in uno dei Corridoi TEN T e questo è certamente una ulteriore opportunità.

Credo però che le infrastrutture sono una condizione necessaria, ma non sufficiente, per un porto moderno. Accanto a fondali, strade e ferrovie adeguate, ci devono essere servizi alle merci ed alle navi innovativi ed efficienti (e qui a Ravenna i privati da sempre sono stati protagonisti in positivo) ed una pubblica amministrazione a tutti i livelli ricettiva alle esigenze ed ai tempi del mercato.

Diciamo a supporto, al fianco, di tutti gli operatori ed i lavoratori del porto.
La Fondazione ITL ha tutte le competenze per essere sempre di più di supporto a percorsi di crescita innovativi per le imprese del cluster portuale ravennate”.

E' possibile una maggiore collaborazione, sul fronte della lo-gistica, tra i porti del Nord Est Adriatico?

“Premetto che penso che sia prima di tutto il mercato che determina dinamiche collaborative o concorrenziali tra i porti e gli operatori del nord Adriatico. Detto questo è anche vero che la riforma appena approvata mette in grande risalto i sistemi portuali piuttosto che i singoli porti. Ed è innegabile che l’alto Adriatico, se allontaniamo lo sguardo dalla cartina geografica, possa rappresentare un corridoio logistico naturale per le merci che devono entrare in una parte importante dell’Europa. A mio avviso il NAPA potrebbe tornare ad essere un momento di confronto, e magari, se ci sono le condizioni, sviluppando alcuni progetti comuni tra i porti, magari attraverso la ricerca di qualche programma europeo finanziato. I porti dell’alto Adriatico
continuano ad essere sempre molto attivi su questo versante”.
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